Ho visto Near nelle foto di un locale che so frequenta spesso. Non sembrava nemmeno più il mio Near. E non lo è. Non lo sarà mai più.
Adesso si fa le magliette da solo, come a voler dimostrare agli sciocchi che gli orbitano attorno, tutti concentrati su vestiti e capelli, che lui è superiore anche in quello. Il bicchiere pieno di un intruglio colorato e dolciastro, i capelli ordinatamente spettinati, la barba lasciata a mezza lunghezza con studiata noncuranza. La maglietta personalizzata investita del compito di rappresentarlo. Il cardigan grigio indefinito, sdrucito, infilato solo sugli avambracci in uno stile british da straccione curato. I pantaloni stretti, risucchiati sulle gambe, a vita bassa.
Qualsiasi ragazza facilmente abbagliabile dall’immagine ne resterebbe fulminata. Il novanta per cento, probabilmente.
Io ho trattenuto a stento i conati.
Ho visto Near morire davanti ai miei occhi molto prima di queste foto. Non dovrei sorprendermi della sua nuova pelle intrisa di vanità.
Ero schifosamente acerba per il suo amore.
Una lacrima mi attraversa il viso mentre indosso la sua giacca color rame. Mi abbraccio alla sua chitarra e mi addormento.