giovedì, maggio 13, 2010

Dietro a un banco

L’eroe dei miei giorni si è smarrito nell’abisso di una moralità illogica. La condanna dell’anima dentro un lavoro che debilita l’uomo, eppure, se fatto bene, lo appaga.

Dietro un banco. È lì che trascorro il tempo. Brandelli di presente, fettine sottili che alimentano una speranza di futuro.

Vendo sorrisi più che telefoni o birra. Vendo possibilità. Quelle che coltivo nel mio giardino, tra tigri che ora sono mansuete e docili.

Ho lasciato il cuore in un cassetto. L’ho messo da parte per dedizione ai miei lavori.

Mi sento fiera.

lunedì, maggio 03, 2010

Can the savior be for real or are you just my seventh seal?

Le tue spalle mi regalano voglia di abbracci.
Abbracci fortissimi stretti dentro quelle braccia da manuale.
Quanto amore per quelle tatuate braccia.
Quanta passione per quelle clavicole dure.
Il possente che affascina.