Mi sono svegliata immaginandomi cantante.
Ho indossato il cappello di Near come se custodisse la stilla di un talento perduto, abbandonato a terra come l’involucro di una caramella. Ballavo per le stanze con il cappello stile Pete Doherty maledetto, il manico della paletta in mano, trasformato in elegante bastone con testa di leone.
Io sul palco così: giacca sgualcita, gonna scolorita, piedi nudi sul pavimento freddo. Davanti a me il buio pieno di vite. Io che canto. Kuroi Namida tra le note. La mia voce tra le note.
Un sogno irreale eppure vero.
Le persone non si rendono conto di quanto l’immaginazione possa salvarle.
A te che hai paura dico: immagina.
A te che ti senti umiliata dalla realtà dico: sogna.
La realtà tornerà travestita da drago e proverà a bruciarti. Combattela con l’immaginazione.
A te che non ti piaci dico: guardati bellissima.
Tutti possono tentare di schernirti. Nessuno ne ha il diritto.
Ti donerei i miei occhi per farti vedere il mondo attraverso il verde acido del mio sogno.
Ti donerei le mie braccia per farti volare nel mare opalescente del mio universo.
Quanta salvezza abita in me.