venerdì, luglio 16, 2010

coscienza.

Manette di cinismo e nullità.
Disperazione in occhi di amianto. Guardarsi e non sorridersi più. Resoconti di una vita.

Punto 1. Lui che mi ama.
Osservo la sua schiena incurvata sotto il peso dei silenzi che si trasformano in sorrisi. La morte di una storia ha spezzato il cuore di pietra costruito in un’adolescenza anestetizzata da un padre avaro d’affetto. Nell’amaro lui sorride. Nel pianto lui brilla. Nel buio lui brucia.

Punto 2. Lui che combatte.
Costruisce castelli di personalità temprata da dieci anni di lavoro. Castelli di rabbia contro un’ingiustizia che sente addosso. Rallegra le mie giornate con il suo sorriso, ma dentro implora un gesto d’amore vero. Sua madre è morta ieri. Il tumore l’ha divorata. Che si dice in questi casi. Come si sta accanto a un uomo che ha perso la madre. Impotenza.

Punto 3. Lui che ha paura.
Il suo viso tra gli scaffali, tra i monitor lucidi. Occhi blu accecanti. Si avvicina con fare da bambino, battute leggere, discorsi infiniti su manga, film, videogiochi. Io sento le sue voglie, l’odore degli ormoni giovani, le spalle larghe da nuotatore. Mi regala fantasie, ma resta sulla soglia. Non fa mai un passo in più. La paura di soffrire lo tiene in gabbia. Mi evita per salvarsi.

Punto 4. Lei che ha capito.
Madre. Confessioni. Madre che spiega, che comprende dopo la mia sfuriata. Madre disarmata, occhi puliti come specchi mai visti. Madre che ora sorride. Madre che accetta la mia forza. Madre che cresce con me. A volte basta poco.

Punto 5. Io.
In balia di vite intrecciate. Poco padrona di tutto. Gli eventi mi assalgono. Amori che sbocciano. Lavoro. Dedizione. Dedizione a tutto.

Sono un vaso.
Recipiente.
Ricettacolo d’affetto.

Ingoio la vita d’un fiato. Ingoio anche il brutto.

Non ho mai visto tante vite buttate. Vorrei essere meno sensibile. Guardare negli occhi senza sentire il dolore, senza vedere il tempo perso, senza percepire il bisogno d’amore che galleggia nell’aria.

La disperazione dilaga. Quando penso alla morte mi attraversa.

Poi penso a lui. Tutto passa.
Poi penso a me. Tutto passa.