lunedì, novembre 16, 2009

Frammenti in un giorno di dolore.

Scoprirmi attraverso le ombre accorciate di un mattino che ci ha rubato il sorriso panna rubino di quella domenica d’ottobre. Ho visto come va in pezzi una vita. L’ho visto davvero. Ho visto forbici tagliare ricordi, lacrime e desideri sigillati nel cellophane dell’anima.

Ho visto il fuoco nell’iride di un uomo. E poi l’ho visto bruciare le ceneri dei miei arti, i miei petali di rosa già sfioriti. Nell’incendio la pelle si fa gomma, poi liquido viscoso, esala un odore tossico che resta nell’aria anche quando le fiamme si spengono.

Che cosa resta di un uomo quando brucia nei ricordi.

Una chitarra che raccoglie polvere in un angolo. Una maglietta scolorita piegata con cura nei cassetti della vita. Un paio di scarpe che hanno camminato strade bagnate e sporche, lasciando milligrammi inconsci di esistenza tra mozziconi di sigaretta e tappi di Peroni. L’alone scuro sulle labbra di una sbronza postuma. Polvere sui vestiti. Polvere dappertutto.

Una fotografia ingiallita nascosta tra le doghe del letto. Un segreto che non doveva emergere. Traccia di un tradimento consumato tra cosce sudate. Gocce di desiderio rimaste sospese nel tempo.

E poi solo cenere.