mercoledì, novembre 25, 2009

..e finirla di sentire che mi sto prostituendo perchè faccio ciò che voglio e mi fa sentire meglio..

Ci sono notti in cui vorrei essere la puttana di qualcuno. Come questa.

Alcune sere qualcosa prende possesso dei miei sensi e mi sento trasformare. Sono una noce di burro che si scioglie in un pentolino sul fuoco, pronta a diventare impasto. A volte mi sento la torta stessa, ricca, morbida, invitante.

Adesso vorrei essere assaporata come una sacher. Leccata come una pallina di gelato al cocco. L’involucro dello yogurt al lampone quando lo apri e lo inclini per non perdere una goccia. Vorrei essere il vasetto, lo yogurt, il cucchiaino. Vorrei essere le papille gustative e l’estasi che attraversa il corpo quando il gusto esplode.

Vorrei essere ciò che provoca piacere. Il brivido che corre lungo la schiena. Il sangue che si scalda. Le guance che si colorano. Il sudore che imperla la pelle. Le labbra che si aprono senza chiedere permesso.

Il ruolo di puttana per una notte mi fa sentire padrona della terra su cui cammino. Onnipotente.

È una forza che nutre, come latte appena munto. Dolce e feroce insieme. Solo dopo aver lasciato che mi attraversi riesco a riconoscerla.

Puttana che regala emozioni. Che offre il corpo come un linguaggio. Sguardi, voci calde, registri dimenticati nei cassetti quando le relazioni si fanno comode. Ci si autoimpone limiti per mantenere una stabilità senza scosse, si costruiscono fondamenta troppo rigide e poi ci si stupisce quando crollano.

Tutti abbiamo bisogno di fantasia. Io potrei vivere di fantasia. Non per profitto, non per vantaggio. Solo per il piacere di creare piacere.

Odio chi divora tutto per gloria e potere.

Le puttane regalano emozioni. Creano una forma d’arte.

Le puttane sono artiste.