venerdì, dicembre 11, 2009

Malinconia del vuoto colorato

Baby magra è seduta su una panchina marrone sporca, corrosa, vecchia. Si guarda attorno con un’aria di annoiata superiorità. Sembra pensare che nessuno lì dentro sia degno del suo tempo. Siete provinciali, smorti, fuori moda.

Biondo platino, tette al vento, cellulare rosa confetto che vibra sul tavolo. Lei lo fissa. Intorno la osservano, come a chiedere perché non risponda. Accenna un sorriso di plastica.

“Tranquilli, è solo un addebito.”

La sufficienza è studiata. Scivola tra i presenti e lascia una scia di nausea.

Davanti a lei una bottiglia di vodka liscia e un succo d’ananas. Si prepara il cocktail con gesti automatici. Stasera mi sballo. Mi sto annoiando a morte. È qui, ma non c’è. Assente. Nessuno è interessante abbastanza per il suo standard.

Baby magra si chiede perché sia venuta. Preferirebbe tornare a casa, guardare Sex and the City, accarezzare un chihuahua Paris Hilton style, ascoltare Franchino in cuffia e convincersi che la vita sia paillettes, sballo e luci stroboscopiche.