Bevo questa birra e gioco con l’amaro. Accendo una sigaretta che sa di solitudine.
Il ragazzo dall’altra parte della stanza mi fissa. Sento gli spilli conficcarsi nella pelle. E se ti dicessi che sono sporca, che puzzo di pastiglie al limone sciolte in una gola in fiamme, mi guarderesti ancora?
La sigaretta non finisce mai. Non mangio da tre giorni. L’alcol corre nelle vene blu come un animale impazzito.
Si avvicina il ragazzino.
“Che ci fai qui da sola? Posso farti compagnia? Come ti chiami?”
Fuori, oltre la finestra, le mele cadono dagli alberi con un tonfo sordo, mature, inevitabili.
“Ti piacciono le mele?”
Sì, mi piacciono le mele. Ma non mi piaci tu. L’auto mi aspetta nel parcheggio e ho voglia di vomitare. Vorrei una doccia.
Compro un’altra lattina ed esco.
E se ti dicessi che divoro carne umana, mi seguiresti ancora?
In bagno le bollicine mi si agitano nello stomaco. A testa in giù sul lavandino lavo i capelli con shampoo alla pesca. L’odore mi riporta a un’estate lontana. Motorino, capelli fucsia, sigarette fumate di nascosto, gomme alla cannella, corse all’alba con Elide che mi stringeva la mano. La strada era nostra.
Poi il balsamo al cocco. I castelli di sabbia con mio padre. L’uomo che urlava coccobello. Mio padre che me ne comprava sempre un pezzo.
Mi immagini nostalgica. Ma se ti dicessi che sono madida di sangue e sudore, mi vorresti ancora?
Mi vedi bella come un’attrice di un film sbagliato. Ma se ti dicessi che sono un angelo storto, mi toccheresti ancora?
E se avessi la pelle nera, mi accarezzeresti ancora?
Seduta sul bordo della vasca mi asciugo con un telo che sa di muschio. L’acqua non scioglie le cicatrici di un’adolescenza spezzata. Vorrei vederle dissolversi come un’aspirina in un’ampolla.
Mi immagini a mangiare torrone e bere spumante perché è Natale. Ma se ti dicessi che mia madre dorme con ragazzi della mia età e mio padre è scappato, mi annuseresti ancora?
Nelle mie tragedie trovo tragedie più grandi. Non importa se il sole è alto o se gli uccelli hanno smesso di cantare.
Ho me stessa che vaga nel vuoto.
Adesso immaginami dietro di te.
Se vuoi, abbracciami.